SFIDA LA FAME!

Un tavolo sospeso a 5 metri d’altezza e un piatto di cibo biologico gratuito per chi riesce a raggiungerlo: accetta la sfida e provaci anche tu!

Per 800 milioni di persone nel mondo, nutrirsi è una difficoltà quotidiana. Ma cosa accadrebbe se, all’improvviso, questa sfida diventasse la nostra?
"Hungry. A molti non basta aprire il frigorifero" è un’iniziativa promossa da Istituto Oikos, per informare e sensibilizzare la cittadinanza sul tema dell’accesso al cibo.

Perché il Diritto al Cibo è un Diritto Umano.

Per la maggior parte di noi il cibo è un elemento scontato, di facile reperibilità, di cui si apprezza il gusto, la raffinatezza, la particolarità, la varietà. Non per tutti è così. Ogni giorno produciamo cibo sufficiente a garantire 2800 calorie per ognuno dei 7 miliardi di abitanti del pianeta. Eppure, 25mila persone ogni giorno muoiono di fame o di malattie a questa legate. Com’è possibile?

Il 75% del miliardo di affamati del pianeta vive nelle zone rurali del Sud del mondo. Sono agricoltori familiari, che riescono a produrre solo poche materie prime, spesso una sola. Quello che producono non basta a generare profitto, né a sfamare la propria famiglia. Nelle famiglie più povere si spende tra il 50% e il 90% del reddito per comprare da mangiare. Significa trovarsi a dover scegliere tra acquistare cibo o sostenere altre spese essenziali al proprio benessere (casa, salute, energia, educazione, etc.).

L’impossibilità di procurarsi cibo è spesso legata alla mancanza di accesso e controllo su risorse chiave come terra, acqua, energia, semi. 4 lavoratori su 10 al mondo sono impiegati in agricoltura, ma spesso non hanno diritti sulla terra che coltivano.
In Africa sub-sahariana le donne contadine sono il 65% del totale, ma hanno accesso solo al 15% delle terre.

Il 90% del mercato mondiale di cereali è controllato da 5 imprese private. Il mercato delle sementi e occupato per l’80% da prodotti soggetti a brevetto e il 70% di questi ultimi è venduto da solo 10 imprese, come Monsanto e DuPont (USA) che da sole coprono il 40% dell’intero mercato.

Nell’ultimo secolo abbiamo perso circa tre quarti della diversità genetica presente nelle colture agricole. Meno biodiversità significa meno resistenza ai cambiamenti del climatici, alle malattie e agli insetti nocivi. Quindi maggiore vulnerabilità per chi sopravvive di agricoltura, come ad esempio l'80% delle persone in Africa sub-sahariana. Il 33% del suolo nel mondo è in condizioni di degrado a causa di erosione, inquinamento da pesticidi, impoverimento legato alle monocolture. Questo mette in pericolo la fertilità dei terreni e quindi la produzione di cibo.

Il diritto al cibo è un Diritto Umano Fondamentale. Per garantirlo seriamente occorre un cambio di paradigma. Le istituzioni e i governi devono garantire l'accesso alle risorse ai piccoli agricoltori, frenare la speculazione sul cibo e ridurre lo strapotere delle multinazionali alimentari. Occorrono accordi internazionali che obblighino gli stati a contrastare i cambiamenti climatici a tutela dell'ambiente e della biodiversità. Occorre farlo subito. Insieme.

Cosa puoi fare

Prima di essere consumatori siamo cittadini. A volte lo dimentichiamo. Le nostre scelte di consumo fanno la differenza e possono influenzare e cambiare l’attuale sistema alimentare. C’è molto che puoi fare. Il tuo contributo al cambiamento è fondamentale, anche a partire dal modo in cui riempi il tuo frigorifero.

  • Scegli prodotti locali e di stagione
  • Privilegia la filiera corta e il biologico
  • Non sprecare cibo e risorse
  • Frequenta gruppi di acquisto solidale e orti condivisi
  • Quando puoi, scegli la piccola distribuzione organizzata, la vendita diretta e i mercati contadini al posto della grande distribuzione
  • Privilegia l’autoproduzione, il recupero, il riuso
  • Compra prodotti del commercio equo e solidale

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